logo-verlag-st-peterChiesa parrocchiale cittadina St. Jakob di Villaco

ÜbersichtSt. Jakob di VillacoPanoramica storica
Panoramica storica

Villaco sorge a 501 m sul livello del mare, presso la confluenza dei due fiumi Zeglia e Drava. Con i suoi circa 60.000 abitanti è la seconda città della Carinzia in ordine di grandezza. In qualità di importante nodo stradale di collegamento, Villaco ha da sempre rivestito una grande importanza interregionale: la città si trova infatti proprio al confine tra l’alta e la bassa Carinzia, ma anche presso il cosiddetto “passaggio diagonale” che collega il bacino viennese con la pianura veneziana. Già l’antica strada romana che portava da Aquileia a Lorch, attraverso l’Alta Austria, attraversava un ponte sulla Drava all’interno dell’insediamento abitato di Villaco. La prima citazione storicamente documentata di questo ponte risale all’anno 878, quando un attestato del re franco Karlmann lo definisce “pons Uillah” (ponte Villaco).

La zona di Villaco – probabilmente proprio per l’importanza di questo attraversamento del fiume Drava – divenne territorio della corona, e nel 979 l’imperatore Otto II lo conferì a Ulrico, duca della Carinzia.La“curtis Fillac”, ovvero la corte di Villaco con tanto di castello e di una chiesa, venne però tolta al duca soli due anni più tardi, e nel 979 venne quindi data al vescovo di Bressanone come feudo a vita. Nell’anno 1007re Enrico II donò poi la corte di Villaco, con chiesa e castello – e probabilmente anche con la zona di valico Tarvis-Arnoldstein, al vescovado di Bamberga, e nel 1060 il vescovo di Bamberga ottenne il privilegio di creare un mercato nel centro di Villaco (con bandi, dazi e diritto di battere moneta). Nel 1169 venne poi nominato, per la prima volta in questa regione, un arcidiacono del patriarcato di Aquileia come sostituto del patriarca.

Con il rifiorire di Venezia all’inizio del XIII secolo, fiorì anche il commercio su lunghe distanze verso il Salisburgo, la Baviera, la zona del Danubio e Vienna, le cui tratte commerciali passavano tutte per Villaco. Alcune documentazioni del 1233 riferiscono della costruzione di mura attorno alla cittadina, mentre nel 1240 si fa per la prima volta riferimento a Villaco come ad una “civitas”, ovvero città. Il sigillo della città è infatti il più antico di tutta l’Austria. Nel corso del XIII secolo l’amministrazione dell’intero territorio di proprietà di Bamberga ebbe temporaneamente sede proprio nella cittadina carinziana sulla Drava.

Nel 1244 le chiese di Bamberga,St. Martin e St. Peter, nella zona di Perau, vennero riconosciute come “parrocchie” ad opera del patriarca. La chiesa di St Jakob di Villaco, uno dei più significativi monumenti architettonici della Carinzia, rimase però una chiesa affiliata alla parrocchia di Maria Gail, nonostante svolgesse già, per la popolazione di Villaco, compiti strettamente parrocchiali, quali la celebrazione della santa messa e l’impartizione dei sacramenti. La prima citazione storica documentata diquesta chiesa risale al lontano 1136 e si presume che la sua realizzazione sia antecedente all’anno 1100. Non è dato sapere se la sua costruzione sia stata voluta dal Vescovo di Bamberga o dagli abitanti del mercato. La chiesa di St. Jakob fu definita ufficialmente “parrocchia” per la prima volta nel 1311.

Come tutte le chiese situate a sud della Drava, anche la chiesa di St. Jakob realizzata nella seconda metà del XV secolo, e arricchita grazie a numerose donazioni, appartenne al patriarcato di Aquileia fino al 1751, all’arcidiocesi di Görz fino al 1787, e da allora ad oggi alla diocesi di Gurk.

Il terribile terremoto del 25 gennaio 1348, e la dilagante epidemia di peste che seguì l’anno successivo, devastarono la città e i suoi abitanti, tanto che nel 1351 fu garantita l’esenzione dalle tasse per sostenere la ricostruzione e favorire l’insediamento di nuovi cittadini. Nel 1392 venne emesso un ordinamento cittadino. Il trasporto del ferro verso l’Italia lungo il cosiddetto “Canal del ferro”, la fluitazione del legname lungo il corso del fiume Drava e l’industria mineraria del piombo, attività che presero piede a partire dal XIV secolo, favorirono lo sviluppo della città, che rifiorì appieno nel periodo del primo capitalismo.

Wie alle südlich der Drau gelegenen Kirchen gehörte auch die in der zweiten Hälfte des 15. Jahrhunderts errichtete und mit zahlreichen Stiftungen ausgestattete St.-Jakobs-Kirche bis 1751 zum Patriarchat Aquileia, dann bis 1787 zur Erzdiözese Görz und seither zur Diözese Gurk. Ein schweres Erdbeben am 25. Jänner 1348 und eine verheerende Pestepidemie im darauffolgenden Jahr zerstörten die Stadt, so dass 1351 für ihren Wiederaufbau und die Ansiedlung neuer Bürger völlige Steuerfreiheit zugesichert wurde. 1392 wurde eine Stadtordnung erlassen. Der Transport von Eisen nach Italien am „Canal del ferro“, Holzflößerei auf der Drau und der Blei-Bergbau ab dem 14. Jahrhundert förderte die Entwicklung der Stadt, die ihre Blüte im Frühkapitalismus erreichte.

Famiglie importanticome i Khevenhüller, i Seenuß, i Neumann e i Widmann si stabilirono a Villaco, e i Fugger d’Asburgo, nel 1478, possedettero persino una sorta di ufficio commerciale in città. Dal 1502 al 1534 fu operativo a Villaco il medico Wilhelm Bombast von Hohenheim, il padre del noto Teofrasto Paracelso. Tra l’altro, lo stesso Paracelso risiedette a Villaco negli anni 1537/38. Durante il XV e il XVI secolo, la città fu sede di rinomati artisti, come, ad esempio, Mastro Friedrich e suo figlio Johann, oppure Thomas Artula (di cui ci parla Santonino sul finire del XV secolo a proposito di una visita alla chiesa), oppure ancora Urban Görtschacher. Fino al 1514, la chiesa di St. Jakob di Villaco fu una parrocchia del patronato di Aquileia. Il 31 marzo di quello stesso anno, papa Leo X trasferì il diritto di patronato all’imperatore Massimiliano I. Quest’ultimo, però, giusto il 5 gennaio 1514 aveva passato il feudo comprendente la parrocchia di Maria Gail e la chiesa di St. Jakob di Villaco a Sigmund von Dietrichstein, suo prediletto nonché proprietario di credo evangelico della proprietà di Finkenstein.

Nell’anno 1526 Sigmund barone di Dietrichstein donò i diritti di patronato della chiesa St. Jakob ai cittadini di Villaco, perché vi potesse essere insegnato il “puro vangelo”. In seguito a ciò, la città di Villaco divenne uno dei centri della nuova dottrina del protestantesimo, nella sua versione flaciana. Il pulpito evangelico della chiesa parrocchiale cittadina (1555) risale proprio a questo periodo. Fino al 1594 la chiesa rimase quindi nelle mani dei cittadini evangelici: nel periodo compreso tra il 1550 e il 1570 nella chiesa di St. Jakob si celebrava sia la messa cattolica che quella evangelica (Simultaneum).

La controriforma che prese il via a partire dal 1600 comportò notevoli mutamenti a livello sociale ed economico, dovuti, fra l’altro, alla migrazione di numerose famiglie: tutto questo portò Villaco ad attraversare, tra il XVII e il XVIII secolo, un periodo di profonda depressione. Per di più, il terremoto del 1690 provocò il crollo del campanile della chiesa di St. Jakob, che venne ricostruito solo nel 1847/48. Una fase di consolidamento della situazione del paese si ebbe solo verso la metà del XVIII secolo, quando Villaco divenne, nel 1748, il centro amministrativo del “distretto di Villaco”, appena creato da Maria Teresa. Nel 1759 Maria Teresa ottenne poi l’intero possedimento di Bamberga in Austria, che passò così allo stato austriaco. Occupato temporaneamente dai francesi, il distretto di Villaco fu annesso alle cosiddette “province illiriche”, e nel 1811 Villaco divenne il centro di una sorta di provincia civile creata assieme al Tirolo Orientale. La responsabilità delle questioni ecclesiastiche e temporali fu quindi affidata a Laibach (Lubiana). Nel 1813 la città fu poi riconquistata dalle truppe austriache, ma questo le comportò purtroppo dei gravi danni. La fase di faticosa ripresa durò fino al tardo XIX secolo: Villaco poté tornare a rifiorire solo con la costruzione della ferrovia dei Tauri e di quella delle Caravanche.

Nel 1910 la chiesa di Villaco divenne infine la principale parrocchia cittadina: all’epoca la parrocchia di St. Jakob accoglieva un discreto numero di anime, ovvero circa 5.210 cattolici, 350 protestanti e 15 ebrei. Villaco fu sede di un comando militare supremo durante la prima guerra mondiale (dal 1915 al 1917), mentre durante il secondo conflitto mondiale rientrò tra le città più gravemente bombardate di tutta l’Austria. Ad essere più colpito fu principalmente il centro della città. Nella chiesa di St. Jakob andarono purtroppo in frantumi le belle vetrate del XVI secolo, e anche le mura subirono dei danni. Nel 1952 fu realizzata, nel quartiere di Auen, la parrocchia di Villaco-St. Josef, derivante dalla zona della parrocchia di St. Jakob. Ad oggi, il decanato della città di Villaco conta otto parrocchie.